Se Twitter aiuta la polizia nelle indagini

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Twitter: notizie in diretta tra cronaca e politica

Da sempre, Twitter è tra tutti i social network quello maggiormente sfruttato per la condivisione in diretta delle notizie, un prezioso strumento per il citizen journalism, il cosiddetto “giornalismo partecipativo”, una forma di giornalismo affermatosi prepotentemente negli ultimi anni che si basa sulla partecipazione attiva di cittadini e lettori alla costruzione delle informazioni grazie alla natura interattiva dei media digitali.

Due esempi per capire la portata di Twitter nel mondo della condivisione in diretta di fatti politici e di cronaca?

  • #Sandiegofire: il primo hashtag utilizzato negli USA con una portata nazionale e lanciato da Nate Ritter, imprenditore nel settore ICT, per seguire gli incendi di San Diego dell’ottobre 2007.
  • Il ruolo giocato (seppur criticamente ridotto da alcuni studiosi come Geert Lovink e Evgeny Morozov) dal social network dei cinguettii durante la Primavera Araba grazie quando i manifestanti sono riusciti a coordinarsi nell’organizzazione delle proteste condividendo informazioni in 140 caratteri.

Anche se Twitter da qualche anno a questa parte sta affrontando una profonda crisi identitaria (accusando soprattutto la concorrenza delle immagini che sembrano surclassare le parole nello scontro dei contenuti condivisi), rimane un’abitudine consolidata di molti utenti aprire l’applicazione con l’uccellino per cercare approfondimenti in diretta quando compaiono in televisione o nelle riviste on line, spesso in modo confuso, immagini di attentati, incidenti o fatti di politica internazionale. I migliori scalatori di Trend Topic sono infatti – insieme ai programmi televisivi come X-Factor e MasterChef e agli avvenimenti sportivi – gli hashtag legati alla cronaca e alla politica.

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La ricerca dell’Universita’ di Cardiff

Oggi, grazie a una ricerca dell’Università di Cardiff, sappiamo addirittura di più: Twitter e’ talmente veloce che riesce a individuare gravi incidenti un’ora prima delle segnalazioni delle forze dell’ordine. I ricercatori di Cardiff sono infatti partiti con l’analisi delle rivolte di Londra del 2011, quando l’uccisione del ventinovenne Mark Duggan fece esplodere la rabbia popolare che, divampando da Tottenham, si espanse in tutta la capitale e in altri grandi centri del Paese come Liverpool, Birmingham e Bristol, prendendo d’assalto automobili, negozi e assembramenti della polizia.

Attraverso una serie di algoritmi di machine-learning che hanno analizzato circa 1,6 milioni di tweet sull’argomento tenendo conto di una serie di parametri come momento di pubblicazione, contenuto e posizione, i ricercatori sono stati in grado di rilevare una serie di incidenti più rapidamente delle fonti a disposizione della polizia. Grazie alle informazioni condivise su Twitter è infatti possibile scoprire location e tempistiche in cui si potrebbero verificare eventi potenzialmente pericolosi.

In un tempo in cui le risorse a disposizione delle forze dell’ordine sono sempre inferiori – come ha dichiarato il capo della polizia della contea di West Midlands, una delle zone maggiormente colpite dalle rivolte del 2011 – Twitter può diventare un prezioso strumento per la lotta alla criminalità, supportando e integrando i tradizionali metodi di indagine.

Oggi i social network non sono ancora usati in modo sistematico nelle indagini ma chissà se tra qualche anno, nei film polizieschi, vedremo un detective riconsegnare pistola, distintivo e … credenziali di Twitter.