Trump: amore e odio ai tempi del Social Networking

truth-2069846_960_720

Donald Trump, quello che ha detto frasi scandalose sulle donne e ha lottato in tv su un ring di wrestling, è il presidente degli Stati Uniti. Questi sono i fatti. Via piaccia o no, “The Donald” è qualcosa di inedito, sia per i media tradizionali che per quelli on line. Il suo rapporto con Twitter era già particolare quando era solo un cittadino molto ricco. Ora che è l’uomo più influente del pianeta appare a tratti scandaloso. Eppure il suo elettorato lo apprezza per quello che è ed è sempre stato: un uomo nuovo della politica, un imprenditore che non si è candidato alle presidenziali per soldi ma con i soldi. E chi lo segue sui social fa parte inevitabilmente di due fazioni contrapposte: chi lo sostiene nei suoi muri, metaforici e fisici, e chi lo prende in giro. Non esistono vie di mezzo.


L’uomo che in campagna elettorale faceva il verso ai disabili e faceva pesanti battute a sfondo razzista adesso comanda gli equilibri geopolitici del pianeta. E, nonostante abbiano provato a toglierglielo, ha accesso diretto al suo account Twitter. Durante il giuramento a Washington qualcuno si era illuso che avrebbe abbandonato i suoi toni bellici e aggressivi per una comunicazione più “presidenziale”. Beh, si sbagliava.

dementia-1750965_960_720

Il Presidente Trump non ha gli stessi vincoli degli altri leader mondiali. Lui ha vinto la sua compagna elettorale come “underdog”, il grande sfavorito contro l’establishment, il perbenismo, quelli che hanno fatto decadere l’America e che lui vuole “make great again”.  Dopo essersela presa con l’Onu (“Club di chiacchere”), la General Motors, l’Obama Care e il suo predecessore che lo spiava e qualunque cosa lo critichi, Trump ha dovuto anche incassare l’invito del direttore uscente della Cia che lo ha invitato a “non fare commenti improvvisati su Twitter” aggiungendo che “La spontaneità non è qualcosa che protegge gli interessi nazionali e quindi quando parla o reagisce deve essere sicuro di comprendere che le implicazioni e l’impatto sugli Usa potrebbero essere profondi. Si tratta di qualcosa di più di Trump, si tratta degli Stati Uniti”. Vediamo qualche esempio della sua quotidiana produzione.

 

Il populismo e la comunicazione televisiva

“The Donald” agisce senza freni e diplomazia. Accusa direttamente facendo nomi e cognomi. Non si era mai visto un politico occidentale così poco preoccupato dalla sua immagina pubblica. Il gradimento come presidente è al 35%, cosa mai vista ai primi mesi di presidenza.

 

Il ricorso a una grammatica sguaiata IN MAIUSCOLO, tipica del “popolo” a cui si rivolge

Trump non si cura delle regole di diplomazia e di comunicazione politica, figuriamoci della “Netiquette”. Scrive in maiuscolo come se gridasse, per enfatizzare i passaggi chiave dei suo (numerosi) Tweet.

Il difficile rapporto del miliardario con i media

 

I giudizi di pancia di Trump contro uno dei maggiori canali americani

 

In conclusione: i SN sono strumenti fondamentali per un politico. Non sorprende che Trump continui nei suoi toni di duro contro tutti. Viene da chiedersi, però, perchè il suo staff  non ne limiti le uscite su questioni delicate, come il RussiaGate, che potrebbero segnarne il mandato. O concluderlo. 

trump-1266569_960_720