Facebook: instant articles e news a pagamento

Instant articles e tablet

La notizia era nell’aria già da tempo: Facebook si sarebbe costruito il ruolo di “facilitatore” della diffusione delle news on line di importanti testate giornalistiche. L’annuncio risaliva all’estate di quest anno durante un incontro nella sede di Milano in cui Alex Hardiman – direttore dei News Product di Facebook – aveva annunciato che nel giro di poco tempo sarebbe partita una sperimentazione con dieci editori internazionali per offrire i loro abbonamenti alle notizie a pagamento all’interno del servizio instant articles per mobile.

Instant Articles

Cosa sono gli instant articles?

Gli “instant articles“, lanciati nella primavera del 2016, rappresentano un modo innovativo di fruire di articoli e news direttamente dall’app mobile di Facebook ed avere quindi contenuti ottimizzati per la visualizzazione su smartphone sia in termini di velocità (con un caricamento 10 volte superiore al normale) che di usabilità nella navigazione tra una news e l’altra. Facebook ha infatti voluto provare a risolvere il problema generato dall’aumento del traffico proveniente da dispositivi mobili che rende sempre più difficile la fruizione di contenuti testuali: non è una novità il fatto che i testi particolarmente lunghi abbiano vita piuttosto breve su tutti i social network. Gli instant articles sono quindi pagine web in cui le informazioni sono scritte (in formato XML) in modo scarno (senza stili grafici, colori, plugin, ecc…), che Facebook genera direttamente sulla sua piattaforma senza “rubare” nulla all’autore in termini di monetizzazione e di traffico.

Instant Articles e smartphone

Instant Articles e abbonamenti

Di qualche giorno fa è l’annuncio che nelle prossime settimane Facebook inizierà una sperimentazione con 10 editori internazionali e due tipologie di abbonamento: un paywall che si attiva dopo che gli utenti hanno letto 10 articoli dello stesso editore in un mese e una versione freemium dove gli editori possono far pagare anche ogni singolo articolo. In entrambi i casi i lettori saranno indirizzati al sito “madre” per abbonarsi. Per si stesse chiedendo quanto Facebook guadagnerà da questa mossa, la risposta è già arrivata: il colosso di Menlo Park non tratterrà alcuna percentuale dalle entrate sugli abbonamenti. Durante la sperimentazione, gli abbonamenti saranno disponibili solo su Android. La Apple infatti si è tirata indietro in quanto realizza anche il 30% di ricavi in abbonamento sulle vendite in “app”.

Ma chi sono i 10 editori? Ecco un elenco:

  • Bild
  • The Boston Globe
  • The Economist
  • Hearst (The Houston Chronicle e The San Francisco Chronicle)
  • La Repubblica
  • Le Parisien
  • Spiegel
  • The Telegraph
  • Tronc (The Baltimore Sun, The Los Angeles Times e The San Diego Union Tribune)
  • The Washington Post

Non possiamo sapere quanto nella scelta di Facebook abbia più pesato la lotta alle fake news (di cui abbiamo già parlato qui), ma – ancora una volta – abbiamo una certezza: il mondo dell’editoria si sta evolvendo e Facebook sarà un grande attore di questo cambiamento.