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Criptoeconomia e BitCoin – 5 cose da sapere

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Breve storia della Criptoeconomia.

Negli ultimi anni si sta sviluppando in tutto il mondo la cosiddetta criptoeconomia: si tratta di una serie di transazioni economiche che si basano sull’acquisto di beni e servizi attraverso le criptomonete, valute digitali basate sui principi della crittografia. Queste nuove monete utilizzano tecnologie peer-to-peer su reti formate da nodi di computer che gestiscono software con funzione di “portamonete”.

Quello della criptoeconomia è un universo ancora sconosciuto ai più, di cui si fa fatica a immaginare gli scenari futuri concretamente realizzabili. Sta di fatto che nonostante un certo scetticismo e utilizzo non proprio immediato, i trader (e gli Stati) che decidono di investire in criptomonete sono sempre di più. Ad esempio, mentre in molte nazioni le nuove valute sono viste con scetticismo dai governi nazionali e sono sottoposte a controlli e restrizioni, in Giappone i Bitcoin (la criptomoneta più diffusa) hanno conquistato lo status di valuta di scambio parallela allo Yen. Ovviamente, non esistono solo i Bitcoin: le criptomonete in circolo sono circa 80 con un valore di 300-400 miliardi di dollari. La percentuale maggiore del mercato è però occupato da Bitcoin ed Ethereum, la criptovaluta nata a Wall Streat che ha introdotto la tracciabilità nelle cripto-transazioni (e per questa ragione è ben vista da Vladimir Putin).

C’è infatti chi sostiene che la criptoeconomia, dato l’incremento sempre maggiore del mercato on line e dei pagamenti con carta di credito, possa essere il futuro del mercato, garantendo maggiore equità negli scambi. Basti pensare che secondo il World Economic Forum entro il 2025 oltre il 10% del PIL mondiale sarà realizzato da aziende basate sulla tecnologia inventata per la creazione e gestione dei Bitcoin (la blockchain).

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Criptoeconomia: 5 cose da sapere.

Per questi motivi abbiamo pensato che potesse essere utile sapere qualcosa in più su queste nuove valute:

  1. La prima criptomoneta sono stati i Bitcoin, inventati nel 2009 da un anonimo hacker conosciuto con lo pseudonimo Satoshi Nakamoto. Un Bitcoin vale circa 4.100 dollari americani avendo fatto registrare un aumento di 70.000 volte dalla loro nascita. Insomma, se nel 2010 aveste acquistato dieci Bitcoin a 60 centesimi, oggi potreste ritenervi abbastanza soddisfatti dell’investimento;
  2. Le criptomonete sono prodotte da software che ne stabiliscono un numero massimo per evitare l’inflazione. I Bitcoin, ad esempio, possono essere al massimo 21 milioni, oggi ce ne sono “già” in circolo 16,5;
  3. Essendo gestite da software e controllate da chi le possiede, non vengono controllate da organismi come le Banche Centrali;
  4. Si fondano sulla tecnologia blockchain, database distribuiti a catena difficilmente manomissibili;
  5. Le criptomonete sono nate con l’obiettivo (almeno teorico) di creare nuove regole che possano dar spazio a tutte quelle popolazioni a cui è stato sottratto il diritto a una vita economicamente dignitosa. Per questo, anche l’ONU sta pensando al loro utilizzo nei campi profughi siriani.

La criptoeconomia è un mondo ancora sconosciuto a molti che ci riporta agli albori di internet, quando le identità digitali erano anonimie e la rete sembrava una foresta affascinante e rischisoa; tuttavia, una cosa è certa: ci aspetta un futuro tutto da scrivere.

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Cosa fa e come lavora un Social Manager?

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In molti, probabilmente in troppi, oggi si definiscono “Social Media Manager”. Ma cosa dovrebbe fare esattamente un SMM?

In un post precedente abbiamo analizzato le 25 figure professionali ufficiali del mondo del Web. Salta subito all’occhio che non esiste il ruolo di “Social Media Manager”.  Un altro modo di chiamare questa professione e’

Web Community Manager: crea e contribuisce a potenziare le relazioni tra i membri di una comunita’ virtuale presenti sul Web e tra questa e l’organizzazione committente, con una comunicazione efficace all’interno del gruppo; in particolare promuove, controlla, analizza e valuta le conversazioni che si svolgono sulle varie risorse Web (siti Web, blog, social network). Costruisce e gestisce la relazione con gli stakeholder online. Puo’ lavorare come free-lance, per agenzie specializzate di Web marketing o all’interno di un’organizzazione. In quest’ultimo caso, nel linguaggio anglosassone, viene spesso utilizzato anche il termine Internal Community Manager. E’ conosciuto anche come Community Manager.

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Un Social Media Manager deve essere sempre aggiornato sulle novita’ del panorama mondiale della comunicazione online. Per farlo deve conoscere le migliori fonti di notizie italiane e straniere. Un’altra caratteristica fondamentale per chi vuole gestire dei Social aziendali e’ la capacità di scrittura. Scrivere per il web necessita di accorgimenti e competenze particolari facendo molta attenzione a non cadere nella scorrettezza del clic baiting.

Un SMM cura quotidianamente, 7 giorni su 7 e 12 ore al giorno, le “conversazioni” sul brand. Usa i Social Network più adatti alle sue esigenze. Twitter e’ uno strumento imprescindibile del Social Media Manager. In questo articolo potete trovare un decalogo di come usarlo in maniera efficace.   Twitter permette conversazioni rapide, dirette, sintetiche.

Abbiamo visto in un precedente post come, cosa e quanto bisogna scrivere sui Social Network. La nostra strategia va valutata in base agli obiettivi da raggiungere in funzione delle risorse disponibili.

Una capacita’ molto apprezzata per i SMM e’ quella di saper raccontare un evento live. E’ un valore aggiunto del brand: essere sempre nel vivo della comunicazione, sia online che offline. Esistono poi degli strumenti per rendere il lavoro del SMM piu’ agevole e programmare, almeno in parte, i vari contenuti sui differenti account social. Hootsuite e’ uno dei piu’ apprezzati. Sotto: un video tutorial sul funzionamento di HootSuite, strumento fondamentale per un SMM.

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Le figure professionali del Web: le 25 ufficiali

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Le figure professionali del Web ancora non godono del giusto riconoscimento sociale, economico e popolare. Quali e quante sono?

 IWA Italy (la sezione italiana di IWA/HWG associazione internazionale di professionisti del Web riconosciuta come realta’ di standardizzazione dal CEN, European Standards and technical specifications), ne ha individuate 25.

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Vediamole nel dettaglio le 25 figure professionali del mondo del web.

  1. Web Community Manager: crea e contribuisce a potenziare le relazioni tra i membri di una comunità virtuale presenti sul Web e tra questa e l’organizzazione committente, con una comunicazione efficace all’interno del gruppo; in particolare promuove, controlla, analizza e valuta le conversazioni che si svolgono sulle varie risorse Web (siti Web, blog, social network). Costruisce e gestisce la relazione con gli stakeholder online. Puo’ lavorare come free-lance, per agenzie specializzate di Web marketing o all’interno di un’organizzazione. In quest’ultimo caso, nel linguaggio anglosassone, viene spesso utilizzato anche il termine Internal Community Manager. E’ conosciuto anche come Community Manager.
    https://www.skillprofiles.eu/
  2. Web Project Manager e’ un Project Manager specializzato in ambito Web che gestisce il progetto in maniera efficace, con lo scopo di conseguire gli obiettivi del progetto concordati con la committenza, nel rispetto di tempi e costi. Ha la responsabilità del progetto ed e’ lui che definisce, pianifica e coordina le attività. Monitora costantemente tempi, costi, qualita’, ambito, rischi e il raggiungimento dei risultati attesi. In alcuni casi ricopre anche il ruolo di Team Manager del gruppo di progetto; in questo caso deve motivare il team, coordinandolo e delegando i vari compiti. Il Web Project Manager può essere sia un dipendente del committente, sia un dipendente di una società esterna incaricata di gestire il progetto, sia un libero professionista con un ruolo di terza parte.
  3. Web Account Manager rientra nel settore Web Marketing & Accounting. Con l’aumentata concorrenza tra le organizzazioni e la maggiore attenzione alla qualità delle vendite, il Web Account Manager ha il delicato, nonché fondamentale, compito di recepire i bisogni e le esigenze dei clienti – potenziali e/o esistenti, trasformandoli in obiettivi che l’organizzazione si pone. In particolare, gestisce le trattative e le relazioni di business per favorire la vendita di prodotti e/o servizi in Internet e ha la responsabilità di raggiungere i target di vendita e mantenere i margini
  4. User Experience Designer ha il compito di integrare i requisiti dell’utente, i requisiti dell’applicazione, i vincoli di accessibilità e di usabilita’ in una interfaccia visuale e in un modello di interazione (altrimenti detto “esperienza dell’utente”) il più possibile uniforme e integrato. Allo User Experience Designer compete lo sviluppo di uno “stile” visuale e interattivo che possa allo stesso tempo caratterizzare l’applicazione Web (dotandola di caratteri distintivi) e garantire il raggiungimento efficace (portarlo nel punto giusto) ed efficiente (fargli fare il giusto numero di click) degli obiettivi dell’utente.
  5. Web Business Analyst: ha il compito di analizzare e definire i flussi dei processi di business, redigendo il documento con i risultati dell’analisi e la raccolta dei requisiti. E’ esperto in materia/dominio in cui deve essere sviluppato il prodotto Web, deve garantire l’integrita’ della soluzione e l’allineamento con le necessità di business, ovvero deve essere in grado di valutarne la gli impatti economici ed organizzativi al fine di consentire al cliente di trarre le adeguate conclusioni in termini di sostenibilità della soluzione.
  6. Web DB Administrator: definisce, progetta e ottimizza la struttura delle banche dati. Garantisce la sicurezza del database curando l’implementazione di adeguate policy di backup e recovery di dati, assicura l’alta affidabilità delle banche dati ed implementa le strategie di monitoraggio, migliora le prestazioni delle banche dati utilizzando le tecniche di tuning.
  7. Search Engine Expert: si occupa nelle varie fasi del progetto del supporto e della verifica dei risultati inerenti il posizionamento sui motori di ricerca, impartendo le regole di relativa ottimizzazione all’interno dello sviluppo dei servizi Web. Poiche’ il raggiungimento e la valutazione dei risultati è fortemente legato sia al progetto che alla tipologia di intervento, può lavorare all’interno di una organizzazione o, in alternativa, come free-lance e per agenzie specializzate in Web marketing.
  8. Web Advertising Manager: stimola, utilizzando il Web, le vendite presso i clienti: ex clienti, clienti acquisiti o nuovi clienti. Il Web Advertising Manager definisce la natura delle campagne promozionali in relazione ai mezzi di comunicazione Web più adeguati, al fine di ottenere la piu’ ampia propagazione delle informazioni oggetto della promozione. Per ottenere il maggior beneficio possibile, il Web Advertising Manager individua prioritariamente il “target” della campagna promozionale nel Web in relazione alla tipologia e alla quantita’ di destinatari di tali informazioni. Successivamente all’attivazione della campagna Web, provvede a valutarne i benefici, in relazione ai costi e ai cosiddetti “lead” (es. nuovi acquisti di beni, attivazione di servizi, ecc.).
  9. Frontend Web Developer: assicura la realizzazione e l’implementazione di interfacce Web based seguendo le specifiche del cliente e facendo riferimento al target di utenza. Contribuisce alla pianificazione ed alla definizione degli output generati lato server in collaborazione con il Server Side Web Developer e/o con il Web DB Administrator. Implementa la sicurezza delle interfacce in accordo con il Web Security Expert.
  10. Server Side Web Developer: crea e/o contribuisce alla creazione di applicazioni Web utilizzando linguaggi di sviluppo per il Web; in particolare crea, ottimizza, verifica le funzionalità delle applicazioni nonche’ i contenuti Web generati dalle stesse testando le interfacce pubbliche e riservate prodotte e/o integrate. Implementa la sicurezza in accordo con il Web Security Expert.
  11. Web Content Specialist: si occupa di produrre contenuti, sia testuali che multimediali dei quali e’ direttamente responsabile, che siano efficaci per una risorsa Web. Cura il contenuto anche in base della piattaforma che lo dovra’ ospitare (sito Web, social network, blog, interfaccia) e del target (utenza). Monitora l’usabilita’ del sito con gli strumenti della customer satisfaction. Puo’ essere free-lance o parte di una organizzazione, pubblica o privata.
  12. Web Server Administrator: installa software, configura ed aggiorna sistemi ICT per garantire il funzionamento dei servizi Web. Amministra quotidianamente l’esercizio del sistema al fine di soddisfare la continuità del servizio, i salvataggi, la sicurezza e le esigenze di performance.
  13. Information Architect: identifica e rappresenta la struttura degli elementi informativi e funzionali di un dominio, nell’ambito di un progetto Web, attraverso differenti canali di fruizione, al fine di favorirne la reperibilità, la funzionalità e l’usabilita’, adottando un approccio di design centrato sull’utente, ed applicando metodologie di codesign (coinvolgendo stakeholders ed esperti di dominio) e design partecipativo (coinvolgendo un campione di utenti finali).
  14. Digital Strategic Planner: comprende i veri bisogni e le vere necessità relative alla presenza e alle attivita’ sulla Rete Internet e sul Web di un’organizzazione. E’ di supporto alle scelte strategiche indicate dal top management e fornisce input operativi alle altre figure professionali coinvolte nel processo.
  15. Web Accessibility Expert: si occupa, nelle varie fasi di progetto, del supporto all’implementazione e verifica dell’accessibilita’ delle informazioni e dei servizi basati su tecnologie Web, sulla base delle esigenze di tutti gli utenti. Il suo ruolo e’ legato alla tipologia di intervento svolta: può essere di supporto allo sviluppo di interfacce, di applicazioni o di contenuti per il Web. Puo’ lavorare come freelance, per agenzie specializzate nello sviluppo di servizi Web o all’interno di un’organizzazione.
  16. Web Security Expert: analizza il contesto di riferimento, valuta e propone l’adeguata politica di sicurezza da implementare in accordo con le policy aziendali per proteggere le applicazioni, i server Web, i dati e i processi correlati. Analizza gli scenari di possibili attacchi e definisce i requisiti tecnici di sicurezza. E’ responsabile delle verifiche di sicurezza durante le varie fasi di realizzazione di un progetto Web e/o delle verifiche periodiche dopo il rilascio. Puo’ occuparsi personalmente di implementare le strategie di Security eseguendo azioni dirette sui vari oggetti che necessitano di protezione come architetture, reti, sistemi o applicazioni.
  17. Mobile Application Developer: assicura la realizzazione e l’implementazione di applicazioni per periferiche mobile che possono anche interagire con la Rete Internet ed il Web. Contribuisce alla pianificazione ed alla definizione dei dettagli applicativi. Realizza simulazioni di verifica del funzionamento dell’applicazione per assicurare il massimo della funzionalita’ e dell’efficienza.
  18. E-commerce Specialist: si occupa di comprendere le necessità del cliente e di progettare l’implementazione di idonee soluzioni per il commercio elettronico relazionandosi con altri professionisti, Web e non, con gestori di sistemi di incasso, merchant, gateway di pagamento e terze parti.
  19. Online Store Manager: contribuisce a generare valore all’azienda affinche’ raggiunga i suoi obiettivi attraverso il commercio elettronico in linea con il posizionamento che questa ha deciso di darsi sotto il profilo del rapporto fra canale digitale e canale fisico.
  20. Reputation Manager: contribuisce a creare il contesto migliore per il conseguimento degli obiettivi aziendali o personali intervenendo in tutte le occasioni in cui conversazioni online possono risultare deleterie per l’immagine dell’azienda e dei suoi prodotti. Promuove e diffonde la notorietà del brand attraverso un’opportuna attività di PR digitali.
  21. Knowledge Manager: presidia le attivita’ relative alla conoscenza (base dati, archivi storici, cataloghi dati) dell’azienda. Espone i processi di gestione ed emersione della conoscenza attraverso la condivisione interna ed esterna, per disseminarla su piattaforme partecipative, in particolare quelle residenti sul Web (es. wiki, datahub, social coding), preservando le specificità soggette a brevetti.
  22. Augmented Reality Expert: ha il compito di progettare e realizzare esperienze efficaci di realta’ aumentata. Applica i principi di accessibilita’ e usabilità delle interfacce e crea modelli d’interazione positiva e coerente, in base all’analisi dell’utente e al tipo di esperienza che si vuole creare. Possiede conoscenze interdisciplinari, analizza e seleziona tecnologie utili al design della realta’ aumentata. Durante il processo di progettazione della realtà aumentata si focalizza sui risultati attesi ed è in grado di condurre, una volta terminato il prototipo di esperienza, una valutazione della stessa attraverso il monitoraggio delle sperimentazioni con gruppi ristretti di utenti.
  23. E-Learning Specialist: ha il compito di progettare, gestire e monitorare percorsi e ambienti di apprendimento online, scegliendo e applicando tecnologie, approcci e strategie didattiche per i diversi livelli e contesti di apprendimento formale e non formale, tenendo conto della rapida e continua evoluzione dei modelli di costruzione e disseminazione della conoscenza e dell’apprendimento sul Web.
  24. Data Scientist: raccoglie, prepara, valida, analizza, interpreta dati inerenti a diverse attività dell’organizzazione per estrarne informazione (di sintesi o derivata dall’analisi), anche tramite lo sviluppo di modelli predittivi per generare sistemi organizzati di conoscenza avanzati. Grazie alla conoscenza approfondita del business e/o missione dell’organizzazione individua e accede alle fonti di dati in grado di sostenere e sviluppare un determinato processo aziendale; sceglie metodi e modelli più idonei ed efficaci per guidare le scelte strategiche aziendali, sviluppare linee di evoluzione e piani operativi; astrae le informazioni reperite e, tramite queste, genera indicazioni e programmi di sviluppo dell’azione. Presenta queste indicazioni nella forma più idonea a supportare le decisioni tattiche e strategiche del management, prestando particolare attenzione alle problematiche connesse alla sintesi e alla rappresentazione e visualizzazione efficace delle informazioni.
  25. Wikipedian: inquadrato all’interno di un Ente (sia pubblico che privato) o di un’Azienda, viene definito “Wikipediano in Residenza” [WP-01] e funge da collegamento tra la struttura “di residenza” e la comunita’ di Wikipedia (e/o degli altri progetti, come Wikimedia Commons, Wikisource o Wikidata), per promuovere una cooperazione reciprocamente vantaggiosa. All’interno della struttura in cui opera individua e valorizza i dati e i materiali utili alla crescita della comunità wikimediana, mettendoli a disposizione, verificando il punto di vista neutrale [WP-06], attraverso licenze aperte e incentivando il confronto tra le persone per il miglioramento dei contenuti al fine di aumentare la reputazione della struttura di residenza.
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I Big Data

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Cosa sono i Big Data? A cosa servono? Come si usano per migliorare le performance di Business?

Big Data significa dare un senso ad un ampio volume di dati. C’e’ una metafora che rende bene l’idea di cosa siano i Big Data: immaginate di stare in una cantina dove una tubatura perde acqua, ma non sapete esattamente dove. Il pavimento inizia a raccogliere il flusso. All’inizio provate ad asciugare con degli stracci, poi con un secchio. Il volume dell’acqua, che nella nostra analogia sono i dati, cresce di continuo. Non avete i giusti strumenti per capire da dove proviene la perdita, sempre maggiore, e porvi rimedio. Servono strumenti tecnologici e di analisi complessi per risolvere il problema: i Big Data. 

Cosa fanno

I Big Data riguardano una raccolta di dati così estesa in termini di volume, velocita’ e varieta’ da richiedere tecnologie e metodi analitici specifici per l’estrazione di valore. Facciamo un altro esempio: volete avere “il polso” delle azioni di una data azienda quotata. Come fare? Si può analizzare:

  • La percezione dei media valutando qualita’ e quantita’ delle menzioni sui principali canali di notizie
  • Cosa ne pensano i consumatori/clienti
  • Le opinioni degli investitori
  • I Tweet e il sentiment sui social network

Sembra facile? Ci sono molte difficolta’: servono tecnologie in grado di analizzare 500 milioni di Tweet al giorno valutando anche chi scrive; una scala di classificazione; software semantici e cosi’ via.

Facebook e l’uso dei dati

Facebook usa i Big Data per migliorare il Feed che gli utenti vedono sulla propria home page. Insieme a Unicef, Federazione Internazionale della Società della Croce Rossa e la Mezza Luna Rossa e Wfp (Programma Alimentare Mondiale) ha usato i Big Data per aiutare ad intervenire dopo disastri ed emergenze nel mondo.

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Non e’ comunque la mole di dati ad essere fondamentale quanto la modalità di analisi. Quello che definisce una procedura di Big Data implica:

  • Volume dei dati da moltissime fonti
  • Velocita’ di analisi
  • Variabilita’ della mole di dati che si riceve, che può avere picchi improvvisi
  • Complessita’ e necessita’ di semplificare

Obiettivi

  • Valutare e individuare i percorsi di lavoro sbagliati e poco efficienti
  • Generare Coupon, sconti e offerte basati sulle preferenze dei consumatori
  • Calcolare i rischi in poco tempo
  • Individuare prassi sbagliate nelle aziende