Monthly Archives: ottobre 2017

rekuest-rimediazione 1

Facebook tra rimediazione e formati nativi

By | comunicazione, Social Network | No Comments

Figli della Rimediazione

Una nota legge della storia dei media dice che ogni medium deriva da un medium precedente. Si tratta del concetto di “rimediazione”, elaborato da Bolter e Grusin nel loro famosissimo libro del 2003 “Remediation: capire i nuovi media“: il cinema sarebbe, ad esempio, la rimediazione della fusione del teatro e della fotografia, unendo e rielaborando elementi appartenenti a entrambi. Secondo i due studiosi americani, inoltre, la rimediazione è tipica dei media digitali: che cosa sono infatti le mail se non la rimediazione delle lettere?

Anche se al momento della pubblicazione di Remediation i social network ancora non esistevano, ci rendiamo facilmente conto di come siano i media che probabilmente più di altri mettono in gioco il meccanismo teorizzato da Bolter e Grusin. Seguendo il loro tracciato potremmo immaginare Facebook come la rimediazione del diario, Instagram della fotografia analogica, Twitter dell’aforisma, etc. Da qualche anno a questa parte tuttavia, soprattutto Facebook sta mettendo in scena dinamiche molto più complesse: come se i media digitali da rimediare avessero esaurito la loro forza, il capostipite dei social network sta iniziando a cannibalizzare media che sono nati e cresciuti proprio su Facebook stesso. Basti pensare alle leggere modifiche apportate alla bacheca negli ultimi anni (ricordate Facebook Introducing Timeline? Se non lo ricordate, cliccate qui per rinfrescare la memoria) o alla “vicenda” delle Stories, nate su Snapchat e poi rimediate, modificate, implementate su Instagram prima e su Whatsapp e Facebook poi.

Rekuest rimediazione Facebook

Facebook e i nuovi contenuti nativi

In una recente intervista, inoltre, Marco Grossi, senior manager di Facebook Italia e Spagna per le PMI, parlando delle innovazioni pensate da Facebook per il 2018, ha alzato ancora di più l’asticella. Il prossimo anno infatti, dovrebbe essere quello del grande sviluppo dei i cosiddetti contenuti nativiSi tratta di formati che sono nati proprio sul social network e che verranno sviluppati a partire dalla loro stessa rimediazione. Qualche esempio? I video annunci a 360 gradi o le Stories su Instagram in formato Canvas. Entrambe le innovazioni infatti non sono altro che la fusione di media sviluppati esclusivamente all’interno dei social network e che non hanno quindi un corrispettivo analogico. La forza di questi formati è la loro forte immersività in un perfetto bilanciamento tra immediatezza e ipermedialità (per tornare su due concetti estremamente cari a Bolter e Grusin): se da un lato infatti le Storie e i video a 360 gradi ci fanno sentire a diretto contatto con l’esperienza reale che viviamo grazie anche alla facilità di condivisione permessa dagli smartphone (immediatezza), dall’altro sono il frutto di una connessione sequenziale ed eterogenea di grafiche, audio, video, testi, tenuti uniti da un complesso sistema mediale composto dalla cornice del social network stesso (ipermedialita’).

Insomma, la strada è tracciata e sembra condurre a un inedito sviluppo di formati mediali…sta a noi intuire gli scenari futuri e cercare di anticiparli.

Twitter 3 nuove funzionalità

Twitter: 3 nuove funzioni in arrivo

By | comunicazione, Social Network | No Comments

La lunga crisi di Twitter

Twitter sta perdendo colpi (e non è una novità): il social network dei cinguettii è da anni in una spirale critica da cui sembra faccia fatica a uscire. In un mondo digitale in cui si da sempre più spazio alle immagini e piattaforme come Instagram e Snapchat spopolano tra i più giovani, la schiettezza dei 140 caratteri sembra non trovare più la sua collocazione. Eppure l’azienda di San Francisco i trend del momento li aveva individuati, senza riuscire però a incanalarli a dovere in nuove funzionalità: ricordate i brevi video di Vine, la piattaforma acquistata da Twitter nel 2012? O Persicope, il sistema per pubblicare video in diretta che aveva spopolato per qualche mese nel 2015? A distanza di anni possiamo dire che entrambe le funzionalità sono state surclassate dai corrispettivi “integrati” di Facebook e Instagram.

Rekuest_Twitter 3 funzionalità 1

Twitter 3 nuove funzionalità

Twitter prova il rilancio

Per queste ragioni Twitter ha pensato a nuove funzioni per cercare di rilanciarsi, perché a quanto pare Donald Trump non sembra più bastare. Vediamole:

  • 280 caratteri: crolla l’emblema del social network, la sua ragion d’essere e il motivo del suo – iniziale – successo. A quanto pare, 140 caratteri non sono più abbastanza e dagli uffici di San Francisco hanno pensato di permettere agli utenti di allungare il brodo raddoppiando le battute disponibili. Da qualche tempo si sta infatti sperimentando una fase beta in cui saranno visibili solo i primi 140 caratteri, con la possibilità di espandere il testo e leggere la seconda parte del tweet. La spiegazione data sembra uscire più da un saggio di linguistica che da una riunione di un ufficio Ricerca e Sviluppo: “In lingue come il giapponese, il coreano e il cinese è possibile comunicare il doppio delle informazioni in un solo carattere, a differenza di molte altre lingue come l’italiano, l’inglese, lo spagnolo, il portoghese o il francese. […] Stiamo cercando di estendere il limite da 140 a 280 caratteri, per quelle lingue meno concise. Solo una piccola percentuale di tweet inviati in giapponese è di 140 caratteri, lo 0,4%; in inglese, invece, una percentuale molto più elevata di tweet è di 140 caratteri (9%). La maggior parte dei cinguettii giapponesi sono di 15 caratteri, a differenza di quelli inglesi che ne hanno 34″. Ecco quindi spiegato il salto nel vuoto. Basterà raddoppiare i caratteri per salvare l’uccellino?
  • Happening Now: sicuramente dalla California si sono accorti di una cosa: su Twitter gli utenti interagiscono sempre meno e lurkano sempre più – guardano cioè i contenuti altrui senza interagire. A chi non capita infatti di non twittare da mesi ma ti fiondarsi sull’app non appena accade qualcosa, che sia un evento sportivo, politico o di cronaca? Ecco allora che la piattaforma ci viene incontro aggiungendo una nuova funzionalità per rendere più evidenti i tweet di maggiore rilievo e più popolari del momento, accompagnati da a una serie di immagini poste in primo piano nella schermata superiore della sua applicazione. Probabilmente questo cambiamento creerà un po’ di confusione tra gli utenti dato che già da qualche anno Twitter si era avvicinato a Facebook correggendo il suo algoritmo e mostrano in evidenza i tweet che per visualizzazioni e interazioni reputava interessanti per quel determinato profilo (In caso te lo fossi perso). La seconda via intrapresa sembra così favorire un uso passivo del social network. Pagherà?
  • Salva per dopo: l’ultima funzionalità di cui vogliamo parlarvi è la possibilità di salvare dei tweet per leggerli successivamente (un po’ come accade per Facebook). Probabilmente il nuovo “gesto” da poter compiere su un contenuto si troverà in un piccolo menù dedicato al tweet in cui oltre a likarlo, retwittarlorispondere citarlo si potrà salvare. Anche in questo caso il cambio di rotta sembra un po’ una forzatura del sistema “storico” del social network e un avvicinamento ai competitor. Fino a qualche anno fa infatti, prima che venisse introdotto il cuore a mo’ di like, esisteva la funzione aggiungi a preferiti che aveva un po’ lo stesso scopo: salvare un contenuto da poter rileggere successivamente (o da “conservare”). Nel caso dei like Twitter ha cercato di avvicinarsi a Facebook per poi effettuare – almeno in parte – un’inversione di rotta. Questa nuova funzionalità sarà un passo in avanti?
Rekuest_Oculus3

Oculus Go, Facebook e Spaces: la realta’ aumentata per tutti

By | Social Network | No Comments

Ormai abbiamo iniziato a conoscere Mark Zuckerberg. Nel suo modo di fare, nulla è lasciato al caso e se una nuova funzionalità, un nuovo progetto o una nuova intuizione sembrano finire nel dimenticatoio, non è detto che pochi mesi dopo ricompaiano sotto diverse forme. È il caso della realtà aumentata: nell’aprile di quest anno Zukerberg aveva trionfalmente annunciato: “Siamo pronti a lanciare il primo prodotto social virtuale”. Si tratta di Facebook Space, un social network che si basa sulla tecnologia dell’Oculus: un visore di realtà aumentata indossabile in viso (head-mounted display) e disponibile in versione Beta nello store della società acquistata da Facebook stesso nel 2015.

Rekuest_Oculus

Oculus e Spaces, un’equazione vincente

Il piano sembra ancora una volta vincente: il colosso di Menlo Park investe su un nuovo prodotto tecnologico di rottura, lo fa crescere e lo “arricchisce” socialmente fino a integrarlo con le sue funzionalità, aprendo un’ennesima finestra nelle future potenzialità del social network che è arrivato a contare fino a due miliardi di utenti attivi in un solo giorno. In questo caso poi l’equazione Oculus + Facebook = Space è davvero di facile risoluzione: creare un ambiente digitale iper-realista (o meglio, iper-mediato dalla realta’ aumentata) in cui incontrare i propri amici (o meglio, gli avatar dei propri amici) e interagire con loro. Insomma, una sorta di Second Life 2.0 molto zukerberghiano: l’app è pensata per permettere agli amici che non possono incontrarsi di trascorrere comunque del tempo insieme, ribaltando la concezione per cui la realtà aumentata porti all’astrazione (non è un caso se gli ambienti di Space si basano su quelli già condivisi dall’utente su Facebook attraverso foto e video). L’app però è rimasta nel dimenticatoio fino a qualche giorno fa, quando Zuckerberg ne ha dato una dimostrazione pratica documentando la devastazione dell’uragano Maria a Porto Rico (senza rinunciare a raccontare quanto fatto da Facebook per la popolazione) per poi atterrare sulla luna.

Rekuest_Oculus2

Oculus Go: la realta’ aumentata pret-a-porter

A questa mossa, che sembra una dichiarazione d’intenti molto forte, ne va aggiunta una seconda ancora più recente: dal 2018 sarà in commercio Oculus Go, una versione meno avanzata del visore per la realtà aumentata che costerà “solo” 199 dollari – rispetto ai 399/599 delle versioni fino a ora in commercio. Il mercato, a oggi, è molto ristretto – appena 7 miliardi di dollari nell’anno corrente – ma c’è chi prevede già impennate di oltre 30 miliardi nei prossimi 5 anni. Zuckerberg, intanto, si è assicurato un device all-in-one che non richiede l’uso del pc e con cui sfruttare comunque le potenzialità della nuova tecnologia su cui sembra che Facebook stia puntando molto forte.

Rekuest_Instagram e Snapchat

Instagram e Snapchat insidiano Facebook

By | Social Network | No Comments

La guerra delle immagini

Il mondo di internet, si sa, per definizione è in continua evoluzione. Ad esempio, negli ultimi mesi, si è manifestata con tutta la sua forza una tendenza nell’utilizzo dei social network che da qualche anno era rimasta latente: Instagram e Snapchat stanno insediando di Facebook come social network più utilizzato e lo stanno facendo a partire dai più giovani, non solo adolescenti, ma anche bambini e bambine che non hanno ancora compiuto 11 anni.

Non è infatti una novità che le immagini stanno diventando il contenuto per eccellenza nell’utilizzo dei social network: meme, gif, video in diretta, storie, foto e infografiche nel corso del tempo hanno surclassato i contenuti testuali, che ormai sopravvivono quasi esclusivamente sotto forma di link con le note che sono un ricordo del passato e sopravvivono alla stregua di animali in via d’estinzione. In questa guerra delle immagini sono due i social network che si contendono la vittoria finale: Snapchat e Instagram. Il primo è nato proponendo la condivisione privata di immagini che scomparivano dopo la visione, il secondo è entrato nel mercato emulando la fotografia analogica, per poi evolversi entrambi fino alle più recenti Stories. In questa contesa Facebook ha ovviamente giocato un ruolo fondamentale, acquistando Instagram dopo il gran rifiuto dello stesso Snapchat; ma, come sappiamo, la storia è imprevedibile e ora i due social network delle immagini stanno lanciando l’assalto al colosso di Menlo Park.

Rekuest_Instagram e Snapchat 2

Instagram e Snapchat dati alla mano

La crescita di Instagram e Snapchat è ancora più significativa se si analizzano le fasce d’età degli utenti e le prospettive future.

Sul primo punto, mentre Facebook nell’ultimo anno ha fatto registrare un aumento dei suoi iscritti di 2,4 punti percentuali al mese, il numero di utenti tra i 12 e i 17 anni è diminuito del 4% circa il doppio del crollo del 2016 (2,1%). Tutto un altro trend per Snapchat che, nonostante le difficoltà emerse con l’introduzione delle Instagram Stories, nel 2017 negli USA è cresciuto dell’8% e addirittura del 19,2% nella fascia 18-24 anni, tanto che prevede di superare sia Facebook che Instagram tra gli utenti che hanno dai 12 ai 24 anni. Stesso discorso per Instagram che, sebbene abbia un numero di iscritti nella fascia 12-17 anni molto inferiore a quello di Facebook e Snapchat, prevede un incremento del 23,8% non solo in questa fascia d’età, ma anche tra i giovanissimi under 12.

Questi dati rispecchiano anche una percezione di natura sociale più che tecnologica: sta crescendo una generazione di bambini e bambine i cui genitori sono su Facebook da prima della loro nascita. C’è da stupirsi che vogliano cambiare aria?